ROMEO E GIULIETTA

Romeo e Giulietta

Lingua: Italiana
Genere: prosa e danza con musiche di scena
Durata: 65 min.
Temi trattati: Conflitti giovanili e impulsività, amore, dinamiche di potere, mancanza di comunicazione, amicizia e lealtà, menzogna, coraggio e forza d’animo, destino.
Materiale didattico: approfondimenti

NOTE DI REGIA

La messa in scena di “Romeo & Giulietta” di William Shakespeare ad opera della compagnia Liberaimago, ha uno stile molto contemporaneo; in primis, l’analisi della riscrittura è fondamentale per capirne la “direzione”; la riscrittura del dramma infatti perde i fronzoli elisabettiani, e i personaggi accessori, lasciando al centro della storia soltanto quelli che erano i giovani, del tempo; il motivo fondamentale di questa scelta è stata la volontà di permeare di “gioco” lo spettacolo. Un gioco pericoloso, che se supera precisi confini, può diventare tragedia. Infatti, nella messa in scena, i personaggi che rimarranno sempre tali, sono soltanto Romeo e Giulietta; il Principe infatti, nel prologo composto nella riscrittura, dirà “Romeo è e sarà sempre Romeo, Giulietta è e sarà sempre Giulietta”.
Questi mutamenti dei personaggi, continui e denunciati apertamente al pubblico, sono funzionali allo stile della messa in scena, che inoltre, non prevede scenografie convenzionali ma simboli, che possano essere troni, o bastoni per le risse. Anche nei costumi, lo spettacolo ha assunto un sapore moderno, gotico; non vi sono elementi legati al tempo, ma allo stile. Al genere. Di fianco infatti a camicie originali dell’epoca, sono stati inseriti abiti di epoche recenti, quali “chiodi”, salopette di pelle e anfibi, che mirano a definire il significato della tragedia oltre il proprio tempo, elevandola a tragedia di ogni tempo, e la varietà netta di colori, sancisce la “battaglia” tra le due famiglie.

La scelta estetica e il taglio della rappresentazione inducono alla riflessione circa la contemporaneità dei fatti, sulla futilità dei motivi per i quali scintille giovanili possano innescare dei veri e propri incendi.

Alla prosa, magistralmente interpretate da un gruppo di attori professionisti, è affiancato un corpo di ballo che mediante tecniche di danza contemporanea e movimenti coreografici definiti, interpreta alla perfezione alcuni momenti chiave della tragedia, dando un apporto completo e unico a questa messa in scena.

La scelta di raccontare un’opera tanto complessa e affascinante è sempre difficile, com’è difficile dover riscrivere l’opera del bardo. Se ciò è stato fatto, è per dare al pubblico giovane l’opportunità di cogliere soprattutto il significato profondo di ogni incontro, di ogni parola o dialogo, dell’opera di Shakespeare che non è mai troppo lontana da noi.

Sinossi

Oh Romeo Romeo

perché sei tu Romeo!?
Rinnega tuo padre,

rifiuta il tuo nome,

o se non vuoi,

giura che mi ami e non sarò più una Capuleti.
Solo il tuo nome è mio nemico:

tu sei tu.
Che vuol dire “Montecchi”?
Non è una mano, né un piede, né un braccio,

né un viso, nulla di ciò che forma un corpo.

Prendi un altro nome.
Che cos’è un nome?

Quella che chiamiamo “rosa” anche con un altro nome

avrebbe il suo profumo.
Rinuncia al tuo nome, Romeo,

e per quel nome che non è parte di te,

prendi me stessa.

A Verona due nobili famiglie, i Montecchi e i Capuleti, sono dilaniate da un conflitto senza risoluzione, che provoca disordini e morte e crea scompiglio tra i veronesi.

La storia comincia proprio con una rissa tra le strade di Verona. I servi dei Capuleti hanno infatti provocato i servi dei Montecchi e il tafferuglio degenera fino a scatenare una vera e propria battaglia, che coinvolge anche Tebaldo, un Capuleti, e Benvolio, nipote di Montecchi, che aveva in principio cercato di calmare gli animi e i simpatizzanti dell’una o dell’altra casata. Interviene a sedare lo scontro il Principe della Scala, Signore di Verona, che, estenuato dall’atteggiamento dissennato delle due famiglie, dichiara che, in caso di nuovi scontri, condannerà a morte i capi delle due fazioni.

Benvolio incontra quindi il cugino Romeo, figlio di circa vent’anni dei Montecchi, che gli confida di avere il cuore infranto: la bella Rosalina, ragazza di cui è inizialmente innamorato, ha fatto un voto di castità e non ha intenzione di ricambiare l’amore che lui sente di provare per lei. Siccome è prevista per la sera stessa una festa presso i Capuleti a cui sarà presente anche Rosalina, Romeo decide di introdursi di nascosto per vedere la giovane che ama. Appena giunto al ballo, Romeo nota però la figlia di Capuleti, Giulietta, che non ha ancora quattordici anni e subito si dimentica di Rosalina. Giulietta, per la quale i Capuleti hanno indetto la festa nella speranza di farla sposare col nobile Paride, si innamora anch’essa subitamente di Romeo. I due giovani si baciano prima di scoprire le rispettive identità. Romeo nel frattempo è controllato da Tebaldo, che, pur avendolo riconosciuto tra gli invitati, non può cacciarlo per ordine dello zio, che non vuole procurare disagi agli invitati.

Quella notte Romeo, sotto la stanza di Giulietta, ascolta i ragionamenti ad alta voce della ragazza, che confessa involontariamente l’amore che prova per lui e al tempo stesso il timore che questo possa venire ostacolato dalla situazione delle due famiglie. Romeo, comprendendo che il suo amore è ricambiato, decide di uscire allo scoperto e dichiarare apertamente i suoi sentimenti a Giulietta. Dopo un accorato incontro Giulietta decide di inviare un messaggero da Romeo l’indomani: il giovane dovrà comunicarle dove e quando celebrare il loro matrimonio. Il giorno successivo Romeo si reca dal francescano frate Lorenzo, per convincerlo a celebrare il matrimonio e il religioso acconsente di buon grado poiché spera che l’unione tra i due giovani possa contribuire alla pacificazione delle due famiglie. Giulietta invia quindi a Romeo la sua nutrice, a lei il giovane confida il piano che ha ideato: Giulietta dovrà recarsi da frate Lorenzo usando la scusa della confessione e qui i due verranno sposati.

Intanto Tebaldo va alla ricerca di Romeo per sfidarlo a duello. Sebbene Romeo cerchi di non esasperare gli animi, essendo oramai sposato con Giulietta, Mercuzio si intromette per difenderlo e resta ucciso da Tebaldo. Romeo, reso cieco dall’ira, vendica l’amico uccidendo Tebaldo. I Capuleti cercano di convincere il Principe delle responsabilità dirette di Romeo nella morte di Tebaldo, chiedendone la condanna a Morte. Il Principe tuttavia, in considerazione del fatto che Mercuzio era suo parente e che Romeo ha agito per vendicare un amico, converte la condanna in esilio e impone una multa ad entrambe le famiglie. Giulietta, informata dalla nutrice dei fatti, sprofonda prima nella rabbia per la morte del cugino e poi per la disperazione di non rivedere più il suo amato. La nutrice però la rassicura che Romeo è al sicuro presso frate Lorenzo e che quella notte andrà a trovarla come stabilito. Romeo e Giulietta trascorrono così insieme la notte, e all’alba il giovane parte per Mantova. I Capuleti tuttavia hanno già organizzato l’imminente matrimonio tra Giulietta e Paride. La giovane inizialmente rifiuta, mandando su tutte le furie il padre, che minaccia di diseredarla. Così, Giulietta decide di recarsi da frate Lorenzo per chiedere aiuto; il frate le suggerisce un sottile piano per evitare il matrimonio e fuggire con Romeo: la giovane dovrà bere un potente sonnifero per simulare per quarantadue ore la propria morte; dopo, potrà fuggire da Verona con l’amato Romeo.

Ma Romeo è ignaro di tutto: la città è in stato di quarantena per un’epidemia di peste e quindi frate Giovanni non ha potuto recapitare il messaggio di frate Lorenzo. Saputo del funerale di Giulietta, il giovane Montecchi, disperato, acquista del veleno e parte per Verona, per suicidarsi accanto al corpo di Giulietta. Giunto al sepolcro di Giulietta Romeo si scontra con Paride, che ha portato fiori sulla tomba dell’amata. I due si battono a duello e Romeo uccide Paride. Paride prima di morire chiede a Romeo di seppellirlo accanto a Giulietta, e Romeo, commosso, acconsente. Romeo può quindi riabbracciare Giulietta e, credendola morta, beve il veleno che ha con sé, uccidendosi. Sopraggiunge frate Lorenzo, che, intuendo la tragedia e vedendo che Giulietta sta per risvegliarsi, cerca di convincerla a fuggire per salvarle la vita. Giulietta vede il corpo di Romeo e dopo averlo baciato, nella speranza che sulle sua labbra sia rimasto ancora del veleno, si uccide trafiggendosi il petto con il suo pugnale di lui.

IL REGISTA ROBERTO INGENITO RACCONTA "ROMEO E GIULIETTA"

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